mercoledì 12 marzo 2014

IL FOTOPROGETTO HA RAGIONI CHE LA RAGIONE NON CONOSCE


Il mondo di internet è un mondo bellissimo, lo sappiamo tutti. È come con le città viste dall’alto, da un aereo, dove tutto sembra ordinato ed efficiente. Non si vedono i cantieri, le buche per le strade, il tacco non ti si impiglia nella grata della metropolitana e nessuno passa con il rosso agli incroci. Internet funziona più o meno allo stesso modo. A chi non lo conosce – e ce n’è di gente che non lo conosce – glielo spieghi quasi sempre in maniera entusiasta, spiegandogli che trovi subito quello che non sai ma vorresti sapere, che se non ti viene il titolo, scrivi due parole a caso di una canzone ed entro due secondi sai qual è. 
Ma come le città viste dall’alto anche internet, se ti avvicini un po', ha le sue buche per le strade. Tralasciamo i blog che ti spiegano che presto saremo sudditi degli alieni che si sono già incarnati in Obama e che l’influenza ti passa lascando delle cipolle tritate in una stanza. Queste sono cose che non leggono tutti, grazie a dio. C’è però qualcosa di più pervasivo, che riesce a insinuarsi nelle taimlaìn di mezza umanità con ciclica naturalezza entusiasta.
Parlo dei progetti fotografici/video/microblogging. Colonnine di destra, colonnine centrali, gallerie fotografiche di un’infinità di siti, molti di questi pseudo-seri, ogni giorno infestate da supposti artisti finlandesi che hanno un ufficio stampa efficientissimo o siamo noi che siamo deficentissimi. Ieri c’era il video di un regista, l’altro ieri non mi ricordo e oggi di sicuro ne sta venendo fuori un altro (mi raccomando, sono tutti registi, fotografi, artisti, mai che li si chiami per quello che sono, degli sfaccendati personaggi con in una mano una videocamera Pioneer e nell’altra un cappuccino di Starbucks). Dice, massì, internet serve anche alla libera espressione artistica, lascia fare. Ma io lascerei pure fare, e tutto sommato continuo a farlo, solo che avverto una certa saturazione di progetti, soprattutto perché (quasi) ogni volta che ne esce uno, lo si viene per forza a sapere, mentre se si scopre che con il cipollotto si cura la cataratta ne rimaniamo all’oscuro. E magari è più utile e interessante scoprire che il cipollotto, oltre a impedirti di avere relazioni interpersonali per le successive dodici ore dall'assunzione ha anche dei benefici effetti oftalmici.
Ma dato che sono una donna aperta, e avverto questa preoccupante saturazione, vorrei dare degli spassionati suggerimenti per altri nuovi interessanti progetti artistici di sicura condivisione isterica. 
  • L’uomo che per 365 giorni fotografa il suo frigo. 
  • Il video che immortala degli sconosciuti che si baciano ma poi uno di loro si toglie la maschera e l’altro scopre che ha baciato il suo collega che suda sempre, non tira mai lo sciacquone e fa battutine sgradevoli. 
  • La famiglia che per sei mesi vive come i Jetson dei Pronipoti. 
  • Un Tumblr che raccoglie le gif delle facce delle commesse che ricevono il pagamento di una spesa di 200 euro in monete da cinquanta centesimi. 
  • Tutti hanno un sosia. Un artista canadese ha girato il mondo facendo foto con il suo Blackberry a chiunque incontrasse e poi ha messo insieme le coppie somiglianti.
  • Il fotografo uzbeko che fotografa le vecchie della steppa che aspettano l’autobus che passa solo due volte a settimana verso la capitale a una fermata in stile sovietico. 
  • Il sito della coppia hipster di Berlino che non usa metodi di conservazione moderni, ma utilizza soltanto quelli riportati nelle Vite dei cesari di Svetonio. 
  • La blogger che da quando ha avuto il menarca scatta una Polaroid alle sue mutandine durante il primo giorno di ciclo. 
  • I teneri neonati vestiti da gatto certosino. 
  • L’open fotoprogetto di chi si scatta una selfie mentre riceve la notizia che il suo contratto a progetto diventa un indeterminato. 
  • Cosa succede quando esci di casa e ti dimentichi l’acqua della doccia aperta perché una doccia non ce l’hai mai avuta? Un artista somalo ha raccolto il suo materiale in una mostra a Parigi. 
  • Il gatto e il topo sono sempre nemici? 15 commoventi scatti ci fanno pensare al contrario.
*la foto in alto fa parte di un fotoprogetto chiamato "baci non corrisposti". L'ho trovata su Repubblica.it.

1 commento:

Francesca ha detto...

Mamma mia, davvero. Su internet trovi il meglio, il peggio e il meglio del peggio.
Per non parlare dei social network (dai quali mi sono tolta definitivamente), dove tutto diventa di tutti, anche la propria vita privata.
Internet è una grande mare pieno di pesci, dove bisogna saper cosa pescare e quando pescare.
Ci si dice sempre "ah, ma io so come navigare in Internet!" ma poi, alla fine, incappiamo tutti in siti strani e ci lasciamo tutti prendere da quella insana voglia di postare sul web la nostra vita privata.